Il punto della stagione 2020 del mirtillo in Piemonte

La stagione principale del mirtillo italiano è entrata nel pieno dalla scorsa settimana, con le due principali zone di produzione (Cuneo e Verona) in raccolta con il Duke e il primo Draper.

Stagione mirtillo in Piemonte

La zona di Cuneo, che conta 557 ettari di mirtillo in produzione, ha avuto un maggio con temperature calde e con pioggia nella norma e solo qualche isolato fenomeno di grandine.

In giugno, in concomitanza con l’inizio della stagione di raccolta dei mirtilli, il Cuneese ha sofferto di condizioni climatiche generalmente difficili a causa delle precipitazioni. Con i primi stacchi di Duke realizzati all’inizio di giugno e le prime spedizioni in esportazione realizzate alla fine della prima settimana (dal 5 giugno), fin da subito l’area ha subito precipitazioni quasi quotidiane anche di importante entità., che nella seconda settimana si sono intensificate con il passare dei giorni

I produttori hanno dovuto monitorare attentamente la qualità e porre la massima cura nella raccolta. Per evitare di staccare prodotto bagnato sono stati usati gli atomizzatori per asciugare le bacche prima della raccolta oppure, quando non possibile per il rischio di distacco di prodotto maturo, è stata sospesa la raccolta.

Il tempo molto variabile ha però lasciato anche spazio a schiarite, sole, temperature miti (mai sopra i 25° C) e con una buona ventilazione. Complessivamente è stato quindi possibile finora portare avanti una stagione soddisfacente anche dal punto di vista della qualità.

Agrion (Centro Regionale di Ricerca e innovazione del Piemonte) non ha finora lanciato allarmi per la Drosophila suzukii che viene attentamente monitorata in sette stazioni site in Pinerolo, Revello, Boves, Pavesana, Bagnolo.

Mentre le zone del Cuneese più precoci si avviano al termine stagione Duke, le zone intermedie sono nel pieno del secondo stacco di Duke e le zone più tardive stanno cominciando in questi giorni.

Mentre produttori lamentano una resa per ettaro inferiore al normale (-20% circa), le superfici in produzione sono in crescita e sul mercato sta comunque arrivando un flusso ininterrotto di merce di qualità generalmente accettabile.

I problemi riscontrati riguardano principalmente merce che ha subito eccessivamente la pioggia e qualche partita colpita dalla grandine. Questo prodotto è stato dirottato su mercati più vicini o con esigenze di qualità non eccessive.

I prezzi si stanno mantenendo su livelli sostanzialmente remunerativi per i produttori anche a causa della ridotta presenza di produzioni da altre zone europee: il Portogallo ha una presenza costante e di buona qualità ma con quantitativi che non coprono i fabbisogni europei, mentre le zone orientali (Serbia, Romania) sono in ritardo e stanno lasciando spazio alle produzioni italiane. Anche le produzioni dell’Europa settentrionale (Polonia, Germania, Olanda) avranno inizio secondo il consueto calendario e non presentano gli anticipi che hanno causati problemi negli anni precedenti; hanno subito qualche danno da gelo che però non avrà impatto sul prodotto italiano a causa dello sfasamento delle stagioni di quest’anno.

Per la seconda parta della stagione sono previste condizioni meteo favorevoli con tempo più stabile e scarse precipitazioni. A questo punto il rischio principale da monitorare rimane quello della Drosophila suzukii.

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