Un mirtillo per ogni clima

Il mirtillo esiste in tre tipologie principali: Lowbush, Highbush e Rabbiteye.

La tipologia Lowbush si contraddistingue per le piante basse, solitamente selvatiche; Highbush è la principale tipologia commerciale e comprende vari ibridi e cultivar di Vaccinium corymbosum, mentre i mirtilli della tipologia Rabbiteye si caratterizzano per un’altezza media della pianta e una certa presenza di semi nella polpa.

Il mirtillo è una coltura che richiede tradizionalmente un certo numero di ore di freddo essendo originaria del Nord America, dove è commercialmente sviluppato da circa un secolo.

Nel tempo sono stati sviluppati mirtilli che si adattano anche ai climi più temperati e caldi tramite l’ibridazione tra Vaccinium corymbosum e Vacinium darrowii.

La classificazione classica prevede la distinzione tra due tipologie: Northern e Southern, a seconda del fabbisogno di ore di freddo (chill hours).

La classificazione è stata adottata dal Dipartimento USA dell’Agricoltura (USDA) che gestisce anche una mappa dettagliata delle zone climatiche del territorio statunitense.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati ibridi interspecifici (incroci tra varietà Northern Highbush e Southern Highbush) che hanno reso possibile la produzione anche in regioni con clima tropicale, aumentando la complessità della classificazione delle diverse varietà secondo i criteri tradizionali.

E’ per questo che qualche anno fa la società statunitense di ricerca e sviluppo varietale Fall Creek ha introdotto una nuova classificazione che tiene conto del luogo di produzione (regioni e climi) e delle modalità di produzione, basata su quattro categorie: High Chill, Mid Chill, Low Chill e No Chill.

La maggior parte delle varietà di mirtilli richiede un certo livello di freddo nei mesi invernali per produrre germogli per i fiori e quindi frutti. Tuttavia stanno emergendo varietà che possono essere prodotte con successo in regioni senza clima invernale, spesso tramite la tecnica del evergreening, gestendo cioè in modo selettivo raccolta e potatura per fare produrre le piante quasi a ciclo continuo.

High Chill

  • Latitudine: 42° +
  • Stagioni: quattro stagioni distinte, inverni freddi
  • Esempi di zone di produzione: Cile meridionale, Europa settentrionale e orientale
  • Annotazioni: i mirtilli coltivati in questa zona sono completamente decidui, hanno periodi concentrati di fioritura primaverile e di raccolta
  • Varietà: Aurora, Blue Crop, Duke, Last Call, Liberty

Mid Chill

  • Latitudine: 34° – 45°
  • Stagioni: stagione di produzione più lunga, inverni temperati e estati più calde
  • Esempi di zone di produzione: Francia meridionale, Asturie (Spagna)
  • Annotazioni: prestare attenzione alle gelate primaverili e punte eccezionali di freddo invernale; le varietà sono spesso vigorose grazie al prolungato tempo di crescita; sono presenti sia varietà decidue che semi-decidue
  • Varietà: Legacy, Blue Ribbon

Low Chill

  • Latitudine: 28° – 36°
  • Stagioni: lunghe stagioni di produzione e inverni miti
  • Esempi di zone di produzione: Argentina settentrionale, Spagna meridionale, Marocco
  • Annotazioni: la maggior parte delle varietà richiedono una certa minima quantità di ore di freddo per la dormienza; prestare attenzione alle gelate invernali e primaverili; normalmente la produzione viene gestita in modo da ottenere produzioni estive e un breve periodo invernale di dormienza
  • Varietà: Star, Emerald. Jewel, Ventura

No Chill

  • Latitudine: 28° e inferiore
  • Stagioni: assenza di periodo invernale
  • Esempi di zone di produzione: Messico centrale, Perù, Colombia, Kenya
  • Annotazioni: gestione delle piante “evergreen” senza dormienza, con crescita continua lungo tutto l’anno; spesso richiede infrastrutture protettive e accurata gestione per centrare il giusto periodo di produzione
  • Varietà: Biloxi, Ventura, AtlasBlue

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