Robot e fragole: a che punto siamo veramente?

La tecnologia robotica è stata al centro degli interessi degli operatori intervenuti al 4° International Strawberry Congress di Anversa.

Pål Johan From (fondatore di Saga Robotics, nella foto) ha affermato che, mentre la superficie coltivabile sta riducendosi, l’agricoltura globale ha necessità di incrementare la produzione del 70% per fare fronte alle necessità della popolazione prevista nel 2050. Circa un miliardo di persone impiegate in agricoltura compiono per il 90% compiti ripetitivi. È per questo che diventa vitale produrre con meno e accelerare l’introduzione dell’agricoltura di precisione.

Le sfide agronomiche e demografiche richiedono un maggior uso dell’agricoltura di precisione e delle nuove tecnologie in campagna

Robot e Fragole, la sfida continua

Mentre sembra che ancora non ci sia molto di operativo dal punto di vista pratico nei campi di fragole, le cose stanno cambiando molto velocemente. In particolare la tecnologia per il trattamento tramite raggi UV è ormai robusta e si sta diffondendo rapidamente.

Una grande azienda di produzione di fragole nel Regno Unito dopo un anno di prova nel 2021 su 2 ettari, quest’anno ha coperto l’intera produzione con questa tecnologia realizzata dalla norvegese Saga Robotics. Il risultato è stato che ha azzerato completamente l’utilizzo dei prodotti chimici nella lotta contro l’oidio. Il trattamento viene effettuato due volte alla settimana durante le ore notturne. Si è dimostrato efficace nel risolvere completamente il problema.

E per le altre applicazioni, a che punto siamo? Perché i robot non si stanno diffondendo così velocemente come era stato promesso qualche anno fa?

I problemi principali sono una tecnologia ancora immatura, l’impatto della stagionalità dei prodotti agricoli che rallenta il processo di sviluppo e la difficile combinazione tra le procedure robotizzate e la naturale biodiversità che si trova in natura. Ma principalmente il fatto che finora si sono affrontati quasi solo i compiti tecnologicamente più ardui, come per esempio la raccolta,

Ma le cose stanno per cambiare: le procedure agronomiche per la protezione delle piante saranno completamente robotizzate tra qualche anno e i robot per la raccolta si affermeranno nel momento in cui la velocità di esecuzione aumenterà.

Per il momento i trattamenti robotizzati con tecnologia UV-C hanno dimostrato la loro efficacia: i risultati sono migliori dei trattamenti chimici e in particolare per i raggi UV ad alta frequenza. Inoltre la tecnologia è ormai collaudata: i robot hanno già percorso decine di migliaia di chilometri, guadagnando la fiducia di molti agricoltori.

Robot per il trattamento UV-C
Per massimizzarne l’efficacia, i trattamenti UV-C vengono effettuati nelle ore notturne

La norvegese Saga Robotics afferma che un suo cliente in Norvegia non ha mai effettuato alcun trattamento contro l’oidio e, utilizzando i trattamenti UV, non ha mai subito perdite a causa dell’oidio.

Gli obiettivi che stanno guidando lo sviluppo futuro della robotizzazione sono: sostenibilità economica, efficienza dei costi, modularità dei sistemi, completa autonomia operativa.

Già si vedono all’orizzonte effetti positivi anche sulla qualità dei frutti: è già operativo un sistema robotizzato che analizza il grado Brix di ogni frutto prima della raccolta in un solo secondo di tempo.

L’analisi non distruttiva del grado brix sulle fragole prima della raccolta richiede meno di un secondo per frutto

Ma il grande obiettivo resta la raccolta robotizzata delle fragole, che però non sembra però a portata di mano nel breve termine. Secondo Thomas Hoeterickx, responsabile Business Development di Octiva, non è sufficiente essere passati a raccogliere una fragola ogni 12 secondi nel 2016 ai 5 secondi di adesso: è chiaro che una tecnologia di questo tipo non è attualmente sostenibile economicamente dal mercato delle fragole.

La piattaforma robotizzata modulare di Octiva è predisposta per integrare differenti tecnologie sullo stesso modulo

Tuttavia secondo Thomas AmRhein, vice presidente di Naturipe Growers (USA), gli oltre 100 milioni complessivamente spesi finora in ricerca stanno iniziando a dare frutto: anche se alcune aziende hanno sospeso gli investimenti nell’automazione della raccolta (Agrobot e Traptic), negli ultimi anni gli investimenti, anche pubblici, sono stati ingenti e non tarderanno a produrre risultati concreti,

Ci si aspetta quindi che il settore supererà presto, dopo l’entusiasmo iniziale, anche questi ultimi periodi in cui prevale la delusione per i mancati i risultati concreti.

L’introduzione delle nuove tecnologie robotiche non segue un percorso lineare

A quel punto sarà necessaria una rivoluzione nella struttura delle aziende agricole, che dovranno passare da un costo variabile della manodopera a un costo fisso rappresentato dagli investimenti in robot. Anche le pratiche agricole subiranno molti mutamenti, dalla necessità di formare tecnici specializzati in robotica fino alle nuove varietà, che i breeder dovranno ottimizzare per la raccolta meccanica.

Sono ormai disponibili le tecnologie automatizzate per l’aspirazione degli insetti, l’ottimizzazione dei nebulizzatori e e il depicciolamento. Altre tecnologie all’orizzonte, che potranno avere un effetto sul settore della fragole, includono la rimozione meccanica delle infestanti, il monitoraggio degli insetti e un efficiente trattamento UV-C.

I prossimi anni saranno decisivi per l’introduzione delle nuove tecnologie in agricoltura e occorrerà superare quelli che Thomas AmRhein vede ancora come i principali ostacoli alla diffusione dei sistemi robotizzati: i sistemi produttivi, la genetica delle varietà e una seppur scarsa ma ancora sufficiente disponibilità di manodopera.

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