Al fighèr, dove crescono i mirtilli e le api di Federica Coppe

Siamo a Segusino, un paese in provincia di Treviso. Qui l’anno scorso la giovane Federica Coppe decide in piena emergenza Covid di dare una svolta alla sua vita e, sul solco di tradizione di famiglia, inizia una nuova vita in campagna.

In questa intervista esclusiva per Italian Berry, Federica ci racconta i suoi primi risultati e i piani per lo sviluppo della sua attività.

Iniziamo dal nome della tua azienda agricola: perché al fighèr?

Gli anziani del paese hanno sempre chiamato al fighèr la località dove la nostra famiglia possiede i terreni. Questo nome, riportato tuttora sulle piante catastali, significa “pianta di fico” nel dialetto locale e deriva dal fatto che un tempo qui erano presenti molte piante di fico.

Come nasce in una giovane ragazza l’idea di coltivare la terra?

L’azienda agricola al fighèr nasce nel marzo 2021: dopo anni di lavoro come commessa di supermercato, ho scelto di investire in un futuro diverso.

Da sempre la mia famiglia possiede dei terreni, mio nonno aveva una piccola stalla, e dei piccoli vigneti che si sono tramandati da mio padre fino a me. Durante gli anni di lavoro pensavo a tutti questi terreni e come potessero essere un’opportunità per l’avvenire.

Come sono stati i primi passi?

La scelta di mettere a dimora un piccolo mirtilleto non è stata immediata, mi ci è voluto tempo per studiare, riflettere e capire se l’investimento valesse la pena. Alla fine ho preso coraggio e, c’è chi direbbe inconsciamente, ho investito i miei risparmi in questo.

Oltre al mirtilleto ho deciso di ampliare l’apiario di mio padre che gestisce da più di 30 anni per uso domestico.

Come siete organizzati?

Nell’azienda operiamo io e mio padre Donato, spalla insostituibile. Quindi nel 2021 ho ufficialmente unito tutti i puntini e con un piccolo vigneto, un mirtilleto e un apiario è iniziata l’azienda agricola al fighèr.

Quali sono le caratteristiche della vostra azienda agricola?

L’azienda si trova a Segusino, una piccola cittadina di 1800 abitanti nella provincia di Treviso, un paese da scoprire con molte realtà agricole familiari come può essere la mia, che negli ultimi anni sta dando molta importanza al turismo nel paese.

L’azienda al fighèr nasce con l’idea di differenziarsi con la coltivazione del mirtillo, ma allo stesso tempo integrarsi nella rete di agricoltori che valorizzano il territorio portando alla conoscenza del turista i sapori caratteristici di Segusino.

Come siete strutturati dal punto di vista produttivo?

L’azienda agricola al fighèr si estende per un totale di quasi 7 ettari, ma la maggior parte sono boschi e prati di montagna. Il piccolo vigneto è di 6 mila metri, l’apiario è composto da 16 arnie e il mirtilleto da 270 piante su 1000 metri.

Ci puoi dire qualcosa in particolare dei vostri mirtilli?

L’impianto di mirtillo americano è stato messo a dimora nel 2021 iniziando con 100 piante di varietà Duke e 100 piante di varietà Aurora. Quest’anno abbiamo aggiunto altre 70 piante di varietà Blue Crop.

Tutte le piante sono a dimora su vasi fuori suolo. Essendo una coltura fuori suolo non mi è concesso di poter avere una certificazione biologica, ciononostante tutti i trattamenti effettuati seguono il regolamento per la lotta biologica.

Nel 2021 sono stati rimossi il 70% dei fiori nel Duke e Aurora per far sì che la pianta si concentrasse più nel suo sviluppo arboreo. Quest’anno queste due varietà andranno a produzione.

L’impianto è su filari, i vasi poggiano su teli di pacciamatura, irrigazione a goccia e antigrandine. La raccolta avviene nel periodo di metà giugno fino a fine agosto in base alla varietà.

Come viene venduto il vostro mirtillo?

Il prodotto viene raccolto a mano e messo direttamente nelle nostre vaschette completamente plastic free. Vendiamo il mirtillo fresco a privati, agriturismi della zona e piccoli negozi di ortofrutta locali.

Ci tengo a dire che il prodotto arriva al cliente fresco di giornata, organizziamo le varie consegne in modo tale da preservare al massimo la freschezza e qualità del prodotto.

Non avendo ancora un locale adibito alla vendita facciamo consegne a domicilio nella zona oppure ci facciamo raggiungere nella mia abitazione dai clienti; nel futuro prossimo è già in progetto una struttura esclusivamente aziendale.

Per quanto riguarda tutta la parte di raccolta fino alla commercializzazione ci occupiamo sia io che il mio compagno Nicola, sia in campo che nell’organizzazione delle varie giornate lavorative.

Avete già iniziato a valutare i risultati? I vostri investimenti stanno dando i frutti sperati?

Essendo partita da poco più di un anno non ho avuto ancora un raccolto in piena produzione, l’investimento è stato importante per una ragazza di 25 anni, nonostante tutto sono felice dei risultati che finora ho ottenuto.

Ho avuto modo di vedere che la richiesta è molta, ho dovuto dire di no a molti clienti perché non avevo abbastanza prodotto, e già ora (aprile 2022) ho prenotazioni per la stagione estiva. Quindi di sicuro ho uno sguardo positivo e di fiducia verso il futuro della mia azienda.

Quali sono le vostre strategie di sviluppo?

Sono certa che un prodotto buono, sano, e locale sia l’arma vincente, e far conoscere al cliente la propria realtà con trasparenza e accoglienza sia necessario.

Oltre al mirtilleto, do molto spazio culturale/informativo a ciò che riguarda il tema delle api. Ci tengo a valorizzare il lavoro di questi animali e la corretta gestione di un allevamento sostenibile. Anche per il miele l’azienda mira ad un prodotto sano e consapevole.

Avete anche dei profili sui social media?

Certo, mi trovate sui social, instagram “al.figher” e su facebook “Azienda Agricola Al Fighèr”.

In conclusione, come vedi il futuro della tua attività?

Sicuramente la futura costruzione di una struttura aziendale mi darà modo di attuare vari progetti che ho in mente, per il momento vi invito a seguirmi nei social per le prossime novità.

Essendo piccola e all’inizio posso solo progettare nella mia mente come si svilupperà il futuro della mia azienda, di sicuro cercherò quando mi sarà possibile di essere presente alle piccole fiere di paese ed eventi agricoli.

Sicuramente sto valutando l’idea di creare degli eventi per quanto riguarda le api e delle vere e proprie immersioni nel modo apistico.

In poche parole… sono partita: ora non mi resta che continuare e crescere pian pianino, anche continuando la collaborazione con Coldiretti, che finora mi ha seguito sia per la partecipazione al PSR giovani, sia per consulenze e corsi.

Italian Berry – Tutti i diritti riservati (licenza CC)


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