Specializzazione e diversificazione: la ricetta di Mirbì

Mirbì nasce nel 1990 quando Renato Germano, di professione informatico, con l’aiuto della moglie Caterina, decise di sfidare la tradizione agricola del Canavese impiantando una coltivazione del tutto innovativa. L’attività è evoluta fino a diventare nel 2008 un’attività a tempo pieno: il mirtillo è la specializzazione di Mirbì mentre la strategia di diversificazione ha nel tempo arricchito il listino di prodotti trasformati, sempre a base di mirtillo.

Oggi è il figlio Sergio che ha preso il timone dell’azienda. In questa intervista esclusiva a Italian Berry ci svela le strategie di Mirbì e la chiave del suo crescente successo.

Come ha deciso di raccogliere il testimone di suo padre e dell’azienda Mirbì?

Prima di entrare nell’azienda di famiglia ho passato 5 anni nella promozione delle aziende di beverage; con questa esperienza sono tornato e ho creato logo e sito internet, dando una veste grafica e commerciale all’azienda, credendo che di questa attività si potesse vivere, come ad oggi sto facendo. Dal mercato locale e dal grande commerciante, siamo passati a commercializzare in maniera diretta in tutta Italia. Il mio intento inoltre è stato quello di inserire ogni anno un prodotto nuovo in gamma, mantenendo il mirtillo come frutto core business.

Sergio Germano, titolare dell’azienda agricola Mirbì

Ci può descrivere il suo territorio e le caratteristiche del Moncrivellese?

I nostri terreni si trovano nella collina morenica a sud del bacino canavesano, tra le colline che compongono la morena frontale dove si trova il lago di Moncrivello. Le nostre mirtillaie sono situate sulle colline moncrivellesi, al confine tra canavese e vercellese. Si tratta di colture innovative per un terreno destinato, fino a poco tempo fa, alle colture cerealicole. In questa zona l’agricoltura sta avendo nuova vita dopo la crisi legata al mondo dell’industria e dell’informatica, prima leader in terreno canavese. Un terreno leggermente acido ma ricco, un particolare microclima e l’esposizione ottimale dei nostri campi ci donano un mirtillo unico.

Una veduta di Moncrivello

Quali sono i valori a cui si ispira la vostra azienda?

L’azienda nasce come sfida a un modello passato di agricoltura locale. Un prodotto nuovo per gli anni ’90, periodo in cui piantammo il primo mirtillo, ma che oggi,  invece, sta riscuotendo il meritato successo. Crediamo in un modello di agricoltura più sostenibile, dove ogni scelta è strettamente legata al rispetto dell’ambiente, flora e fauna. Tutti i nostri prodotti sono biologici al 100%, crediamo fermamente che il benessere debba provenire in primis proprio da una alimentazione sana. Abbiamo fatto del biologico una filosofia di vita, aziendale, professionale e personale. Il futuro dell’azienda vuole andare proprio verso questa direzione sempre più “green and healthy”, dal frutto al prodotto beauty.

Come era stata la scorsa stagione 2020?

E’ stata una stagione complessivamente proficua in termini di produzione, anche se abbiamo risentito come tutti del lock-down per quanto riguarda le vendite di zona, ma attivandoci con le consegne a domicilio abbiamo arginato il problema. Forse proprio grazie a questo periodo il nostro e-commerce ha avuto ulteriore slancio.

Quali sono le previsioni per la prossima stagione che sta per iniziare?

Si prospetta una stagione incerta causa gelata delle notti del 7 e 8 aprile ma siamo fiduciosi poiché la nostra zona è abbastanza riparata rispetto ad altre, grazie al fatto di trovarci all’interno dell’Anfiteatro Morenico. Al momento non si stimano danni importanti alla produzione.

Quali varietà di mirtilli avete in produzione?

Siamo in continua espansione e principalmente commercializziamo Blueray, Duke, Powderblue, Berkeley, Pink Lemonade che ci permettono un calendario di commercializzazione da fine maggio a ottobre. Abbiamo inoltre un campo sperimentale con quasi ogni varietà di mirtillo.

Le varietà del campo sperimentale

Quali rese ottenete per il mirtillo?

La resa è mediamente 3/4 kg a pianta, con punte di 8/10 kg a pianta su quelle più anziane (30 anni). Per quanto riguarda i prezzi di vendita, abbiamo puntato sulla qualità fin dal principio ma senza gravare troppo sul consumatore. Cerchiamo di dare il giusto valore al lavoro che ogni giorno portiamo avanti con tutte le difficoltà che può comportare la conduzione di un’impresa agricola. Il prezzo medio è di 11€/kg circa in base alla confezione.

Cosa produce Mirbì oltre ai mirtilli?

Su una superficie agricola di circa 5 ettari produciamo mirtilli (4000 piante), more (500 piante), lamponi (1000 piante), goji (1000 piante), rosa canina (50 piante), corbezzoli (50 piante) ed erbe officinali. Abbiamo inoltre 400 piante già a dimora ma non ancora in produzione e 900 piante programmate per i prossimi anni.

Quali pratiche di lavorazione e confezionamento adottate?

Raccogliamo a mano, uno ad uno, direttamente nei cestini di vendita per due motivi: raccogliamo solo il mirtillo ‘migliore’ senza eccezioni (destiniamo alla trasformazione solo l’invenduto ma mai gli scarti di produzione) ed cerchiamo così di maneggiare il meno possibile il prodotto fresco.

Abbiamo sempre usato cestini di plastica (riciclabile al 100%), ma durante la partecipazione alla fiera “Biofach” nel 2020, abbiamo preso contatti con un’azienda interessante per la fornitura di cestini recuperati dagli scarti del riso, biodegradabili e ad impatto zero.

Quali certificazioni avete ottenuto?

La lotta integrata biologica è sicuramente la nostra filosofia, applichiamo tali metodi per la difesa delle nostre colture. Mirbì ha la certificazione biologica dal 2002, mentre nel 2017 ottiene il marchio De.C.O. La Denominazione Comunale d’Origine è un marchio di garanzia che viene rilasciato a un prodotto tramite delibera dell’amministrazione comunale. Le denominazioni comunali d’origine (De.C.O.), rappresentano un importante riconoscimento concesso dall’Amministrazione Comunale a un prodotto in genere strettamente collegato al territorio e alla sua comunità.

Infine come avete organizzato la vostra attività commerciale?

Abbiamo un nostro punto vendita aziendale ed espositivo, oltre a spedire i nostri prodotti trasformati. Spediamo anche il prodotto fresco in tutta Italia, in contenitori isotermici con ghiaccio sintetico per alimenti, tramite corrieri organizzati.

Il punto vendita di Mirbì

Siamo poi presenti mensilmente in diverse piazze nei centri abitativi più importanti della nostra zona, oltre a partecipare ad eventi di rilevanza regionale e nazionale organizzati annualmente. Per quanto riguarda i negozi specializzati abbiamo diverse rivendite di questo tipo sul territorio regionale e nazionale.

A livello nazionale possiamo citare Amazon, all’interno del quale stiamo inserendo tutta la nostra gamma, dopo un primo approccio con il Nettare di mirtillo bio, il quale ha avuto successo, dandoci conferma di poter investire su questo canale. Siamo anche nella vetrina del Made In Italy sponsorizzata dall’ICE; da loro siamo stati scelti nel 2019 tra 200 aziende in tutta Italia per rappresentare il Made in Italy. Siamo inoltre in procinto di concludere qualche commessa che ci aprirà i mercati internazionali.

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