Mattivi: miglioramento genetico per ottimizzare uomini e robot

Luciano Mattivi è uno dei principali pionieri nell’introduzione dei piccoli frutti in Italia. In questa intervista esclusiva a Italian Berry parla del futuro del settore e sottolinea il ruolo fondamentale del miglioramento varietale per risolvere le prossime sfide legate alla scarsità di manodopera.

Quali sono le prossime sfide che si prepara a risolvere il miglioramento genetico per i piccoli frutti?

Il miglioramento genetico è efficace se orientato ad obiettivi chiari. Finora la ricerca ha dato priorità ad obiettivi come la resa per ettaro e la conservabilità in post-raccolta. Adesso si stanno imponendo altre priorità, dettate principalmente dalle criticità nella disponibilità di manodopera.

Che effetti ha la scarsità di forza lavoro?

Questo fenomeno, che sta gradualmente interessando un numero crescente di aree mondiali di produzione, ha diverse implicazioni nel processo di miglioramento varietale: in particolare sta diventando necessario selezionare nuove varietà che abbiano una maggior scalarità nella produzione e una migliore facilità nella raccolta.

Come influisce la scalarità della produzione sulla gestione di un’azienda agricola che produce piccoli frutti?

Più aumenta la scalarità e più l’azienda riesce ad ottimizzare l’impiego di manodopera, minimizzandone l’impiego oppure aumentando le superfici in produzione a parità di personale.

In Sicilia e in Marocco ci sono varietà di lampone che devono essere raccolte due volte al giorno per evitare ossidazione e degradazione del colore. Questo implica un impegno estremamente gravoso di manodopera per evitare che il prodotto arrivi sul mercato in condizioni precarie. D’altro canto ci sono varietà di fragole che, con un’ottima brillantezza e resistenza, si raccolgono ogni 6 giorni, Anche per i lamponi si sta puntando a varietà che si raccolgono ogni due o più giorni. L’obiettivo attuale della ricerca sulle nuove varietà di lamponi è puntare a raccogliere ogni tre giorni.

Ci sono vantaggi anche per gli altri componenti della filiera, ad esempio il consumatore?

Certo, una buona scalarità permette al frutto di rimanere di più sulla pianta e quindi di arrivare al momento della raccolta con un gusto migliore e un maggior contenuto zuccherino.

La scalarità interessa anche la distribuzione?

In linea di massima un frutto che matura più lentamente è un frutto più conservabile anche nella fasi che seguono la raccolta. Quindi anche la distribuzione all’ingrosso e al dettaglio ne traggono benefici diretti: aumentando lo shelf-life può essere gestita meglio la distribuzione e ridotti quindi gli scarti lungo tutta la filiera.

Ci sono altri fattori oltre alla scalarità che aiutano a ottimizzare l’uso della manodopera?

Un altro fattore critico è sicuramente il portamento delle piante. Per le fragole uno sviluppo intricato, con gli steli aggrovigliati rallenta significativamente la raccolta.

Aurorakarima, fragole long stem che permettono grande visibilità e quindi con elevate rese di raccolta sia manuale che con un robot. (Fonte: Aurorafruitbreeding)

E per i lamponi?

La stessa cosa succede con i lamponi: molte varietà hanno un portamento eccessivamente cespuglioso, con rami ingarbugliati e frutti difficili da raggiungere. In questi casi la resa in kg/ora ne risente significativamente.

E’ quindi necessario selezionare varietà che, oltre agli altri attributi, rispondano anche agli obiettivi di facilità di raccolta.

Come mai le varietà attualmente disponibili non rispondono a questi obiettivi?

Sono varietà che sono state sviluppate con obiettivi di selezione diversi, che possono variare dalla resa per ettaro alla conservabilità in post-raccolta, fino al gusto e all’aroma. Ma questi criteri spesso sono in conflitto con la facilità di raccolta, un criterio chiave per la nuova generazione di selezioni varietali,

Il miglioramento varietale sta utilizzando materiale derivante da varietà tradizionali ormai in disuso per le colture commerciali ma che avevano portamenti più eretti: da queste varietà possono derivare nuove varietà più semplici in raccolta,

Perché la facilità di raccolta sarà un obiettivo chiave?

Ci sono due fattori completamenti diversi che stanno convergendo sul criterio della facilità di raccolta: la scarsità di manodopera (che ha effetti sia sui costi che sulla effettiva disponibilità stagionale) e i progressi nella raccolta meccanica e robotizzata.

Esempi di selezioni avanzate di lampone ad alta visibilità apicale (fonte: Aurorafruitbreeding)

Quali problemi ha un robot che raccoglie i piccoli frutti?

Paradossalmente un robot ha gli stessi problemi di un raccoglitore umano: le rese di raccolta crollano se si trova di fronte a frutti difficili da raccogliere perché crescono su piante difficilmente accessibili oppure perché gli steli si presentano troppo intricati.

Quindi trovare varietà più facili da raccogliere mette d’accordo uomini e robot?

Sì, perché minimizzare i costi di raccolta richiede obiettivi chiari che valgono sia per la raccolta manuale che per quella meccanica: varietà resistenti alla raccolta, con massima scalarità e facilità di raccolta.

A che punto è la raccolta meccanica per i mirtilli?

Le macchine ci sono e sono per vari aspetti più efficienti della raccolta umana, non solo dal punto di vista dei costi ma anche della qualità. Infatti la pruina si mantiene meglio sul frutto con queste macchine che non con la raccolta manuale. Ma per sfruttare tutti i vantaggi della raccolta manuale occorre sviluppare varietà di mirtilli più dure e resistenti alle sollecitazioni meccaniche.

Per i lamponi la raccolta meccanica è sicuramente più problematica.

Dipende. Per la raccolta per uso industriale nel British Columbia sono state sviluppate tecnologie molto efficienti per i lamponi da destinare alla surgelazione. Mentre per i lamponi destinati al consumo fresco siamo ancora agli inizi: non ci sono ancora varietà ottimizzate per questo processo e i robot non sono ancora abbastanza efficienti. Anche qui lo sviluppo si realizzerà tramite la ricerca per il miglioramento genetico e i progressi nelle tecniche di visione artificiale per i robot.

Quindi come saranno i berries del futuro?

Stiamo lavorando per selezionare varietà che ci permettano di dare un prodotto buono per il consumatore e facile da gestire in raccolta e in distribuzione: non sono obiettivi impossibili da raggiungere congiuntamente una volta che li si definisce in modo chiaro e si fa in modo che tutti gli sforzi siano orientati nella giusta direzione.

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