Brexit: Spagna cerca nuovi mercati per mirtilli e lamponi

Anno di transizione per le esportazioni di bacche Huelva dopo Brexit, alla ricerca di nuovi mercati

Con l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea, che è stata formalizzata a mezzanotte del 31 gennaio 2020, il settore delle fragole e dei piccoli frutti di Huelva guarda con incertezza al futuro delle sue esportazioni, dato che il mercato inglese è il terzo più importante per i berries di Huelva. Il 2020 sarà un anno di transizione e anche se le condizioni per l’esportazione e la commercializzazione nel Regno Unito dovrebbero continuare almeno fino al 31 dicembre, tutto dipenderà dalle trattative che si svolgeranno quest’anno e che determineranno le relazioni future.

La preoccupazione è logica se si considera che il 16% delle esportazioni di fragole, il 34% di lamponi e il 26% di mirtilli sono destinati al Regno Unito. In totale, nella stagione 2018/2019, sono state esportate sul mercato inglese circa 66.700 tonnellate di frutti di bosco per un valore di 275 milioni di euro.

Durante la presentazione delle aziende di Huelva che parteciperanno a Fruit Logistica 2020, il Presidente di Freshuelva, Alberto Garrocho, ha espresso la preoccupazione del settore per vedere come questi rapporti saranno attuati in termini di ispezioni fitosanitarie e di tariffe, anche se ha sottolineato che “almeno fino al 31 dicembre 2020, la commercializzazione della frutta rossa deve rimanere invariata“.

L’imposizione di controlli doganali sulle esportazioni comunitarie di frutta e verdura verso il Regno Unito inciderebbe sulla logistica dei trasporti, rallentando o paralizzando l’accesso al mercato britannico. Per quanto riguarda il pagamento dei dazi, essi causerebbero “gravi danni economici e inciderebbero sulla competitività delle esportazioni con gravi conseguenze economiche”.

Garrocho ha difeso la necessità che il governo centrale prenda “una posizione ferma con l’amministrazione britannica in modo che le esportazioni possano essere mantenute perché sono abbastanza considerevoli e non solo per i piccoli frutti”, e ha sperato che la domanda di frutta rossa sul mercato britannico venga mantenuta.

Vista l’incertezza che il mercato inglese sta generando, Freshuelva sta continuando a lavorare per aprire nuovi mercati per i berries di Huelva e sta già preparando tutta la documentazione per poter iniziare a negoziare i protocolli per consentire l’esportazione di tutti i piccoli frutti verso l’India. In questo senso Garrocho ha sottolineato che “il settore cerca costantemente di aprire nuovi mercati dove possiamo esportare i nostri prodotti”.

Freshuelva spera di avere tutta la documentazione nei primi mesi dell’anno, anche se è consapevole che queste procedure sono molto lente e complicate in quanto possono richiedere fino a due anni a seconda del paese di destinazione.

Garrocho ha anche ribadito la preoccupazione del settore per la concorrenza delle bacche marocchine, perché mentre in Spagna c’è un aumento del salario minimo, il mercato del lavoro marocchino non ha le stesse condizioni, il che significa “concorrenza sleale“, per cui le amministrazioni spagnola ed europea devono porre un “freno”. Va ricordato che Freshuelva ha chiesto ripetutamente di aumentare i controlli e le ispezioni delle bacche che arrivano dal Marocco verso i mercati europei.

Fonte: Año de transición para las exportaciones de berries onubenses tras el Brexit mientras se buscan nuevos mercados – agrodiariohuelva.es

Foto: Alberto Garrocho, presidente di Freshuelva

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